Paura di volare

Paolo Fuligni, uscito tra i primi dalla prima facoltà di Psicologia aperta in Italia - a Roma - ha accumulato oltre 40 anni di professione. Ha lavorato nella sanità pubblica per molti anni - tossicodipendenze e consultori – per poi dedicarsi esclusivamente alla libera professione come psicoterapeuta nei suoi studi di Livorno, Piombino e Cecina.

Aerofobia o Aviofobia

L’aerofobia o aviofobia, come veniva un tempo chiamata, cioè la paura di volare, non è un disturbo da poco; genera sovente seri problemi familiari e di coppia perché impedisce di usare l’aereo anche a chi ben volentieri lo farebbe ma ha un partner – o un altro familiare – che assolutamente rifiuta di salirvi.

Può anche rappresentare un severo limite a numerose carriere professionali – oggi muoversi rapidamente nel mondo è diventato indispensabile – o un danno per aziende che, per tali difficoltà, non possono impiegare alcuni pur validi collaboratori in missioni all’estero. Ne deriva poi, per i portatori, un danno esistenziale per l’impedimento alla conoscenza del mondo e per il sentimento di emarginazione e di inferiorità che ne consegue.

È indiscutibilmente un pesante ostacolo allo sviluppo dell’impiego del mezzo aereo e quindi rappresenta un costo tutt’altro che irrilevante per gli operatori del settore. Sì, perché l’Italia è uno dei paesi in cui la paura di volare risulta particolarmente diffusa; una ricerca del 2011 la stimava presente – in diversi gradi – in quasi due italiani su tre.

Eppure, se si ha l'onestà intellettuale di volersene occupare, la paura di volare oggi si può superare facilmente e in breve tempo, senza sofferenza e con una spesa francamente modesta. Meglio farlo, quindi, rivolgendosi ad un professionista competente o, dove disponibile, a una di quelle illuminate compagnie aeree che organizzano specifici corsi per il superamento dell'aerofobia.

 

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